Intervista a David Bastianoni

Intervista a David Bastianoni

1) Ciao David, hai vinto il premio “matrimonio dell’anno” per il miglior album di matrimonio del 2011. Al di là della soddisfazione per questo risultato, quali sono le cose che secondo te hanno reso il tuo album “il migliore dell’anno”?

Credo che la storia che ho raccontato sia stata interessante magari il fascino di Londra, la fusione tra stili diversi dalla posa al reportage, tutto il contrario di tutto con un unico file rouge che credo abbia portato a leggere il matrimonio come un romanzo uscendo dalle tecniche o dalle pose.

 

2) Come hai iniziato la tua cariera e quali sono stati i passaggi fondamentali che ti hanno portato ad essere riconosciuto come uno dei migliori fotografi italiani?

Ho iniziato come assistente tra gli studi di mio padre e mio zio, che sono fotografi professionisti, ma questo non è stato un vero e proprio inizio dato che circa 6 anni fa volevo abbandonare questo mestiere che oggi per me è diventato talmente importante come respirare o passare un po’ di tempo con la famiglia.
Dico questo perchè ho solo una risposta da dare, ovvero, iniziare a giocare con la fotografia e divertirsi con questa che sia di natura commerciale o di matrimonio, tutto per me è un gioco, questo credo che possa fare la differenza.

 

3) Se dovessi trovare una definizione per il tuo stile, come lo definiresti? Ed in che modo hai affinato questo tuo modo di lavorare?

Bella domanda! ma io credo che per natura non posso avere uno stile, sono troppo volubile, spazio da tutte le tecniche che posso utilizzare al reportage, comunque se dovessi utilizzare una parola direi Fusion.
Per affinare prima dobbiamo sgrezzare e per me ci sono due passi da seguire il primo è quello di capire che possiamo avere tantissime idee e fonti di ispirazione da tutto, soprattutto dall’arte che sia dalla pittura rupestre al surrealismo e dopo quella di dialogare con fotografi di tutto il mondo.

 

4) Che approccio hai con l’album, ami il fotolibro o il tradizionale e come gestisci lo sviluppo e l’impagianzione dei tuoi lavori?

Io amo il Wedding Book, perchè chiamarlo fotolibro non rende veramente l’idea dell’amore che mettiamo nel realizzarlo, gestiamo internamente tutto il processo di impaginazione e grafica, per la stampa ci avvaliamo del miglior partner sul mercato, in modo da non banalizzare con un prodotto mediocre tutto il nostro lavoro.

 

5) Cosa ne pensi di chi ha definito, la fotografia di matrimonio di serie B?

Credo che sia un affermazione, oramai spero, datata, fatta da persone ignoranti in materia e come materia intendo “Fotografia” Non esiste un genere di fotografia di serie B, ci sono dei fotografi che non amano il proprio lavoro e non lo realizzano al meglio ma questo lo troviamo in tutti i campi che sia moda, reportage, astrofotografia o macrofotografia. Magari dato il gran numero di fotografi in questo settore la selezione può essere più difficile ma di per se credo che il matrimonio sia uno dei settori più selettivi oggi, basta guardare la continua ricerca che c’è e come si è elevata la qualità a livello internazionale negli ultimi 5 anni.

 

6) Spesso fai dei matrimoni all’estero oppure in Italia a stranieri. Usi un approcio diverso con queste coppie?

Si, per fortuna mi trovo a girare per l’italia in lungo e in largo, qualche volta anche all’estero, per quanto riguarda il mio modo di fare posso variare da Art Director – Geisha – Reporter tutto perchè ogni matrimonio è diverso e la giornata è fatta di tante piccole sfumature, quindi cerco di adattarmi molto al mud del matrimonio.

 

7) Per chi inizia, sapresti dargli un consiglio e soprattuto c’è la possibilita di affermarsi fra i “mille fotografi” che nascono ogni giorno?

Capire che quando decidiamo di fare il fotografo lo facciamo per amore verso la fotografia e per quell’immagine che resterà solamente nostra e non per altri motivi. Affermarsi non credo che sia il punto da ricercare ma la felicità nel proprio lavoro sia la vera affermazione, è questo il difficile! trovato questo, il resto viene di conseguenza, anche se ci sono molte strade, credo che affiancare un fotografo professionista sia la migliore per iniziare.

 

8) Infine, sapresti dirmi quale, secondo te, è l’errore più commesso dai fotografi?

Non amare il proprio lavoro e avere un po’ più di autocritica e di discussione aiuterebbe a non commettere errori banali.

 

Articolo scritto da Glauco Comoretto

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