Fotografo dell’anno 2015 2° classificato

Fotografo dell’anno 2015 2° classificato

Ciao Nunzio, che bel risultato, complimenti! Come valuti questo risultato, un punto di partenza o di arrivo?

E’ prioritario per me, scoprire un motivo, uno scopo, una finalità, un progetto, soggettivamente importante. Il cui raggiungimento mi spinge ad attivarmi, a fare, a crescere, a migliorare. In tutto questo ANFM mi è stata di grande aiuto per gli stimoli che mi ha dato.
Ho sempre pensato che raggiunti degli obiettivi,non devo perdere tempo e sceglierne di altri sempre più difficili e lontani.
Il risultato raggiunto mi ha dato le conferme che cercavo. Spero di essere sempre in punto di partenza, in modo da avere sempre qualcosa da raggiungere… Bel gioco direi!

 

Questo risultato dimostra una notevole costanza sulla qualità, come ritieni di essere arrivato a questa costanza?

La costanza del nostro lavoro è sinonimo di professionalità, si acquisisce con l’esperienza e con la voglia di imporre uno standard qualitativo.

 

Lavori prevalentemente nella tua regione? Quanta importanza ha il tuo territorio nella tua formazione?

Nutro un profondo amore per la mia terra e credo che nelle mie fotografie si percepisca. Attualmente la gran parte del mio lavoro lo svolgo in Sicilia. Parlando di formazione, ho sempre sostenuto che osservando e valutando le fotografie di un fotografo che abbia carattere e stile è possibile leggere la sua storia, la sua vita. Nelle mie ad esempio c’è tanto del mio territorio, delle mie passioni, del mio modo di vedere la vita.

 

Ferdinando Scianna in un’intervista si è soffermato a spiegare quanto in Sicilia il contrasto tra luce e ombra sia molto forte, nella tua fotografia che posto trova questo elemento?

Del grande Ferdinando Scianna ho letto più volte la sua biografia. Leggendo mi sentivo trasportato nella Sicilia degli anni 60. Stupendo. Direi che per chi si imbatte nelle mie fotografie il contrasto tra le luci e le ombre sia molto forte, perché preferisco che nella mia fotografia la presenza delle ombre sia marcata. Cosa mi esprime il contrasto? perché avere una fotografia con dei chiaroscuri così marcati? è solo una moda? ecco, queste sono molte delle domande che mi pongo quando valuto le mie foto. Una luce difficile da gestire specialmente ai matrimoni, nessuno vorrebbe vedersi delle brutte ombre sui visi che rovinino la parte estetica. Sono arrivato a queste conclusioni negli anni. Pongo questo fattore di contrasto di luce e ombra alla base della mia fotografia.

 

Qual’è il tuo percorso formativo in ambito fotografico e le tue passioni oltre la fotografia?

Mi reputo fortunato.
Per parlare della mia formazione devo andare alle origini. La mia famiglia opera nel campo della fotografia dal 1924. Ho ereditato l’esperienze che sono state tramandate da padre in figlio. La mia formazione è legata alla mia famiglia, dove l’arte è stata sempre un punto di riferimento per tutti. Mio nonno, prima fotografo poi pittore, scultore, miniaturista; Mi ha trasmesso tanto, educandomi alla visione dell’arte come punto importante della vita. Mio padre, fotografo anche lui, ha smesso da qualche anno per dedicarsi all’arte. Se dovessi raccontarvi qualcosa immaginatemi con flash metz 60 a spalla all’età di sette anni durante un matrimonio. I miei indirizzi scolastici non potevano che essere di natura artistica. La mia unica passione è la fotografia, riempie tutto il mio tempo. Ho ereditato: tante macchine fotografiche che vanno dagli anni 30 fino ad oggi, più di quaranta esemplari, tra banchi ottici, ingranditori, lastre, archivio cartaceo, negativi, diapositive, tutto ben custodito. Ho la possibilità di ricostruire la storia della fotografia dall’inizi del 900 ad oggi. Uno dei miei progetti attuali è rendere questo materiale fruibile.
Amo la mia terra, la natura, e le nuove esperienze. Non so dove mi porterà la fotografia, per il momento continuerò a dedicarli tutto il tempo che merita.

 

L’ispirazione l’hai trovata in altri fotografi o in altre forme d’arte?

Ognuno di noi ha i propri miti, qualcuno da seguire e prendere ispirazione. Oggi tutto è stato fatto, trovare qualcosa di personale è parecchio difficile. Ma se dovessi dire dove ho preso l’ispirazione, direi che la mia produzione deriva da ciò che ho visto nell’arco della mia vita, dalle mie passioni, dalle persone che ho frequentato, dalla mia terra. Stupendo pensare che in una singola fotografia è possibile esprimere la nostra vita. Fin da piccolo sono stato indirizzato verso le materie artistiche, pittura, scultura, per poi dare completamente spazio alla fotografia. Se dovessi dare un consiglio a chi si approccia ad ad avvicinarsi alla fotografia consiglierei di leggere tanto e di essere molto curiosi.

 

Reportage o posa; ha senso questa affermazione?

Non saprei. Non mi piace etichettare, ma posso dire che il mio stile si avvicina tanto al reportage. Amo raccontare, vivere le e emozioni, è attraverso questo stile vengo coinvolto. Non trovo utile seguire la moda. La scelta di uno stile rispetto ad un’altro dovrebbe essere fatta con maturità, capire innanzitutto cosa ci affascina. Conosco fotografi bravissimi di reportage, che ritrattisti. E’ una questione di stile. Credo che oltre al genere fotografico la fotografia sia motivo di introspezione personale.

 

Cosa vorresti dire di ANFM?

ANFM è per me un grande punto di riferimento. Il suo impegno e la sua costanza aiutano la crescita dei fotografi matrimonialisti che credono nell’associazionismo. Personalmente è stata un punto fondamentale di crescita e di condivisione. Tanti fotografi che ne fanno parte hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Oggi la fotografia matrimoniale Italiana è sentita in tutto il mondo anche per merito loro. Finisco ringraziando tutte quelle persone che attraverso degli ideali e dei progetti concreti hanno permesso di realizzare ciò che oggi è anfm…una grande famiglia

 

© Intervista di Glauco Comoretto

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