A cosa serve il secondo Fotografo?

A cosa serve il secondo Fotografo?

Sta prendendo sempre più piede la proposta da parte dei fotografi, di essere presenti in due al matrimonio, due “primi” fotografi, non un fotografo ed un assistente. Di fronte a questa proposta, spesso, gli sposi faticano a fare una scelta poiché c’è una difficoltà oggettiva a comprendere quali saranno i benefici reali in cambio dell’ovvio maggior costo a cui andrebbero incontro.

 

Potrebbe sembrare un vezzo, oppure in qualche modo una sicurezza per il fotografo, in parte forse lo è, ma un secondo fotografo offre di certo un punto di vista alternativo, sicuramente diverso.

 

Innanzitutto va detto che è importante che i due fotografi siano affiatati, che la loro collaborazione sia ben collaudata per evitare di arrecarsi disturbo l’un l’altro, devono essere complici e collaborativi. Questa sintonia si forma prima nello stile e nell’approccio, successivamente nell’esperienza. Una volta trovata la sintonia non mancheranno i risultati.

 

Provando ad analizzare i momenti del matrimonio possiamo scoprire in quanti momenti può tornare utile: durante i preparativi il fotografo principale può concentrarsi sulla sposa e rimanere con lei tutto il tempo, addirittura può fare il tragitto in macchina con lei ed il papà e quindi riuscire a cogliere i gesti e gli scambi di emozioni di quel momento, nel frattempo il secondo fotografo potrebbe essere a casa dello sposo e riprendere la sua preparazione.

 

L’ingresso in chiesa può essere ripreso, contemporaneamente, dall’esterno e dall’interno creando così scatti molto diversi della stessa situazione, arricchendola insomma. Anche lo scambio delle fedi fotografato da due angolazioni diverse è certamente più interessante, e così via, per tutti i momenti del matrimonio.

 

Di grande importanza è anche la tranquillità psicologica che ha il secondo fotografo, poiché il fotografo principale, solitamente, si assume la responsabilità di fotografare tutti i momenti salienti mentre il secondo fotografo può “sperimentare”, rischiare, azzardare, essere maggiormente creativo.

 

Si otterranno così delle fotografie insolite, con grandi contenuti creativi, che conferiranno all’album finito un valore aggiunto, in termini di eccellenza, che difficilmente un fotografo da solo può dare.

 

Ci sono anche i fotografi “solitari”, coloro che preferiscono lavorare da soli, senza neppure l’assistente, perché così si concentrano di più e ottengono dei lavori di ottima qualità. Anche questo è un argomento da affrontare tra coppia e fotografo, parlarne approfonditamente e trovare la formula giusta per il miglior risultato possibile.

 

Articolo scritto da Glauco Comoretto

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